Boccioni, futurista

Summary: the Boccioni exposition in Milano is very nice

Ho appena visto la mostra di Boccioni al Palazzo Reale; sono molto contento. Il tema è Boccioni scultore; salta fuori che l’attività di scultore si è limitata a pochi mesi, nei quali ha prodotto poco più di una dozzina di sculture, molte delle quali oggi perdute. In mostra c’è il famoso omino in movimento, quello che appare sulla moneta da 20 centesimi, e lo “Sviluppo di una bottiglia nello spazio.”

Boccioni - Forme uniche della continuita nello spazio

Ci sono anche molti disegni e alcuni dipinti bellissimi. La creatività e l’energia dei primi dieci anni del novecento dove sono adesso? Boccioni dipingeva, scolpiva, sfidava le avanguardie parigine sul loro terreno (la natura morta con bottiglia…) scriveva libri, teneva conferenze… E ogni cosa pareva dare uno spunto per idee nuove. La stessa idea che il pittore dovesse celebrare la bellezza femminile gli dava l’idea per l'”Antigrazioso”, per cui la bellezza canonica veniva di proposito evitata (e sbeffeggiata!)

Boccioni - Sviluppo di una bottiglia nello spazio (Milano, 1912).jpg

Divertente il suo “Manifesto tecnico della scultura futurista”, che inizia con

La scultura, nei monumenti e nelle esposizioni di tutte le città d’Europa, offre uno spettacolo così compassionevole di barbarie, di goffaggine e di monotona imitazione, che il mio occhio futurista se ne ritrae con profondo disgusto! Nella scultura d’ogni paese domina l’imitazione cieca e balorda delle formule ereditate dal passato, imitazione che viene incoraggiata dalla doppia vigliaccheria della tradizione e della facilità.

Sembra quasi di sentire parlare un ardente sostenitore dei metodi agili:

Il software, nelle aziende e nelle università di tutte le città d’Europa, Asia e America, offre uno spettacolo così compassionevole di barbarie, di goffaggine e di monotona imitazione, che il mio occhio agilista se ne ritrae con profondo disgusto! :-)

Unica nota di demerito: non c’era in vendita neanche un manifesto, eccetto la locandina, troppo scarsa perché mi venga voglia di appenderla in casa. In compenso, milioni di manifesti di Tamara De Lempicka, che fanno un effetto molto volgare dopo aver visto tutti i Boccioni.

Insomma, nei primi del novecento l’arte figurativa veniva rivoltata come un calzino dagli artisti europei (e russi); come anche la musica. La matematica veniva scossa nelle sue fondamenta dai paradossi portati alla luce dalla logica. La fisica veniva ribaltata dalla relatività, e poco dopo dai quanti. Vedremo mai un periodo simile a quello?

2 Responses to “Boccioni, futurista”

  1. TheBox Says:

    In realta’ per vedere qualcosa ne devi essere fuori. Non sono sicuro che a inizio novecento vedessero Boccioni e lo percepissero come noi oggi. Anzi, sono sicuro che non fosse cosi’. Lo stesso e’ successo a Wharol, che potra’ anche non piacere, ma e’ l’artista fondamentale dell’arte della seconda meta’ del novecento. E il nuovo millennio? E chi lo sa? Non farmi scomodare Heisenberg… :)

    Bisogna solo sperare di stare in giro abbastanza a lungo per vedere le cose in prospettiva.

    Persino se questo fosse il declino della cultura occidentale, come e’ assolutamente possibile, sancirlo per noi e’ virtualmente impossibile.
    Ciao!

Leave a Reply